EGO: Non noti niente di particolare?
ALTER EGO: No… è tutto così… omogeneo…
EGO: E’ questo il vero problema… non notare niente di particolare in una folla che mi è intorno, pressoché ovunque. Perché veramente se guardo non vedo che linearità, fotocopiatura, pianura negli sguardi e nei gesti comportamentali… se osservo questa moltitudine che si muove a stormo non riesco ad astrarre anime che siano se stesse.
ALTER EGO: Eppure vedo gente elegante, raffinata, parla educatamente, perché non vuoi pensare che esistano persone schiette? Forse tu sei l’unico fuori luogo qui… che anche dovresti toglierti il cappello…
EGO: Io qui vedo solo quanto la gente si veste di cose non proprie, si atteggia di gesti non propri, beve e parla e balla e vive adesso come dopo come più spesso non è. Invero vedo figure, pose, clichè, tic artificiosi da recita… è così che avvengono le più vaste ed ordinate aggregazioni di umane sorti…
ALTER EGO: Tu pensi troppo… e non ti concedi il privilegio della leggerezza… anche la leggerezza a volte occorre, serve a rilassare lo spirito… che poi, se non nuoce ad alcuno, che male c’è a sfoderare o sfiorare un sorso di superficialità? E’ quasi stanca tutta questa gente sai… di tanto in tanto non vuole pensare a niente, solo lasciarsi trasportare persino dalla corrente più debole…orsù… vieni anche tu alla festa stasera…
EGO: Non temo la provocazione di un male infuso ad altri… il vero dolore è quel male che viene inferto a se stessi… mi rincresce veder qualcuno affogare solo perché non ha voluto imparare a nuotare… e poi… quel troppo rumore e colore non fa per me…
ALTER EGO: Guarda i colori dei vestiti, distraiti per un attimo soltanto, non peserà alla tua coscienza se per un attimo ti fingi essere vivente omologato…
EGO: Invero… orbene… quante persone conosci che non decidano cosa indossare in base al luogo o all’occasione o alla gente che frequenta?
ALTER EGO: Gli umani vivono per lo più di convenzioni… è anche utile… a volte…
EGO: Tra quella folla io vedo molte persone ma poche personalità… è forse anche utile che una persona prevarichi una personalità? C’è che questa è l’epoca del Carnevale senza scadenza fatto di maschere… anch’esse finte… e tutte identiche… hanno persino una lacrima disegnata sotto l’occhio sinistro… vedi? …in direzione cuore… ma immobili…
ALTER EGO: Suvvia… questa è una festa… so che adesso partirà una musica che non ascolterai perché tu sai musicare solo il silenzio… ciononostante ti chiedo un favore: togliti il cappello e non pensare… chiudi gli occhi e balla quel ballo che non sai ballare… vedrai che il meglio del tuo migliore non pensiero resterà assuefatto… e godrai un po’ anche tu…
EGO: Io davvero non posso restare… perché non posso non pensare… la mia solitudine non è voluta… è indotta… il silenzio a volte ha una verecondia di gran lunga superiore a questo brusio assordante… ed io mi sento già interamente apolide in questa associazione di sguardi e frasi olofrastiche… di circostanza… vado, non torno più…
ALTER EGO: Nutro sospetti sulla tua socialità… chi non accetta la società per come è non potrà mai viverci dentro… tu non puoi giudicare i tuoi simili solo perché ti ritieni diverso… potresti essere in fallo tu…
EGO: Nessun uomo è animale sociale… si tratta solo di accomodamenti pratici… per eludere o non soffrire la solitudine… io la vivo come la mia migliore amica, madre, sorella, amante… adesso come dopo come sempre più spesso…
ALTER EGO: Hai di nuovo stracciato l’invito, vero? Che farai dunque stasera?
EGO: Sarò me stesso… come ogni sera… per questo non potrò essere lì… a stropicciare un tempo che non mi appartiene… a far sembrare sgombra la mia testa e sgombre le mie mani di altre mani che vi si poseranno senza lasciar tatto…
VOCE FUORI CAMPO:
Che sia serenità o turbamento c’è qualcosa che si muove nelle sue solitudini complesse… mentre non trova oscillazione emozionale nel vivere in quei luoghi che raccolgono folle. Sono le sue frequentazioni sociali intervallate da pause sempre più lunghe… eppure dalle seconde apprende di più per il vivere in società… dovrà forse abrogare qualche legge entro sé… o promulgarne di nuove… più per non restare incompreso che per potersi accettare come presenza in luoghi di raccolta non differenziata di anime… come quella festa a cui lo hanno invitato oggi come ieri come domani, a cui non è andato né il suo EGO né il suo ALTER EGO…
una VOCE FUORI CAMPO poi mi ha raccontato che è stato giusto così…
Fede